Mini vacanza di Pasqua
in direzione Sardegna, isola dalle possibilità arrampicatorie praticamente
inesauribili… Questa volta, ci siamo detti con Sergio, dedichiamoci un po’ alle
vie e lasciamo perdere le falesie…o quanto meno, proviamoci! E così la mattina
del Sabato Santo ci avviciniamo all’orlo del Regno dei Cieli (o,in modo meno biblico, alla parete Est del Monte Ginnircu, per qualche anno rimasta il giardino segreto di uno sparuto gruppo di bolognesi ma ormai svelata al pubblico anche in seguito all'apertura di alcune nuove difficili vie (dal basso) da
parte di un gruppo dei Ragni di Lecco).
L'obiettivo della giornata è scendere, per poi risalire, su Spleen, la grande classica di
media difficoltà della parete, recentemente allungata (o forse sarebbe meglio
dire, abbassata, visto che prima partiva da metà parete ed ora da terra) e
interamente richiodata. Due parole sull’avvicinamento, a completamento di quanto
riportato su Pietra di Luna: seguire fedelmente quanto in essa riportato, ma
una volta che si è giunti al fondo della vaga valletta rocciosa occorre
risalire il bordo della falesia verso sinistra (guardando al mare) per circa
200 metri. Il percorso non è evidentissimo e gli ometti che si trovano nei pendii
al di sopra del bordo della falesia non conducono all’attacco di alcuna via,
bensì segnalano il percorso del famoso Trekking Selvaggio Blu. I punti di
riferimento non sono molti, ma per trovare l’attacco di Spleen occorre
considerare 10/15 minuti di marcia da quanto si abbandona la valletta (contarne
quindi circa una 40ina dall’auto, che si allungano in caso di tentennamenti);
riconoscere la prima sosta di calata è immediato. È posta in corrispondenza di
un visibile crollo (probabilmente provocato in fase di richiodatura) e qui la
roccia ha un colore giallastro diverso da tutto il resto della zona. Rapide
semplicissime le calate, 3 fino alla cengia di metà parete ed altre 3 per
raggiungere terra.
Una volta scesi, proprio come in Verdon, occorre risalire… La via è molto
bella, 300 metri su roccia praticamente impeccabile fino al penultimo metro (vedi
crollo di cui sopra J). Sostenuta nelle difficoltà (1 solo tiro di 6b…per
il resto tutto oltre il 6c), presenta una chiodatura tutto sommato tranquilla,
che si fa un pizzico più allegra nei tiri sopra la cengia, senza tuttavia
presentare mai particolari problemi di pathos…
La roccia è molto aggressiva per la pelle delle dita, conservarne un pochino
per gli ultimi tiri, che non sono proprio delle scale…
Un po’ per la pelle andata e un po’ per i piedi gonfi, il giorno successivo
optiamo per una comoda sfalesiata a Serra Oseli. La placca di Yin è commovente…purtroppo
i piedi doloranti mi hanno costretto a centellinare i tiri, ma i due che ho
fatto rasentano la perfezione arrampicatoria su muro grigio. Immaginate il miglior
calcare su cui abbiate mai scalato, perfetto ed immacolato, per un’arrampicata
tecnica di piedi e dita da 5 stelle. Alla grotta di Yan invece si cambia stile
e a fare da padroni sono canne e strapiombi su roccia gialla…peccato solo che
le grandi colate non ci hanno permesso di mettere le mani sulle concrezioni
della grotta…ed anche qui abbiamo ripiegato sulle belle placche a destra della grotta.
Il lunedì di Pasquetta, quando tutti i Sardi sono per strada diretti alla
scampagnata di ordinanza, io e Sergio decidiamo di dirigerci verso la stupenda Valle di
Lanaitto, dove pare che al Monte Uddé ci siano delle gran belle vie. Optiamo
per la Sguercia (Lecis e Sarti, 7b max, 6b+ obbl.), da molti descritta come
stupenda.
Questa volta, occorre ammetterlo, rimaniamo parzialmente delusi.. Va detto
che 2 tiri da soli valgono la via, il quinto ed il settimo (autentici capolavori), ma a
parte questi la via non convince, anche a causa di una chiodatura un po’
bizzarra, non tanto per le distanze (tuttavia non proprio da falesia…), bensì
per il posizionamento degli spit, in più di un’occasione messi in modo un po’ “irregolare”, a favorire tirage non indifferenti e, talvolta, anche in punti un po’ illogici… Il tiro di 7b percorre un muro bellissimo, ma davvero difficile in libera, soprattutto nella prima metà.
Siamo già a martedì, ultimo giorno di scalata…L’aereo pomeridiano di Sergio ci
consente solo più 3 tiri a Jerzu, di cui avevo sempre solo sentito parlare bene: fama più che giustificata, falesia stupenda in cui dovremo
sicuramente ritornare…
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Le pareti del Monte Ginnirco (la porzione che si vede in foto è quella battezzata Amor de mi Vida dai lecchesi) |
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Panorama da Pedra Longa a Monte Ginnirco |
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Sergio su L7 di Spleen (muro, cannetta e ancora muro, un bel 7a+ di continuità) |
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All'uscita di Spleen, le cui calate iniziano praticamente nel punto della foto |
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Giovanni a Serra Oseli |
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Tramonto sul Giradili da Pedra Longa |
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La bella parete sud del Monte Uddé (la Sguercia corre praticamente al centro) |
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L'uscita del tiro di 7b de La Sguercia, con run out interessante |
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Jerzu, Palazzo d'Inverno |