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domenica 19 marzo 2017

Scialpinismo nelle Alpi Uraniche (Talligrat e Rossstock)


A metà febbraio trascorro un week end in Italia: il sabato è dedicato alla roccia finalese, mentre la domenica, con qualche esitazione, decido di tornare ad una vecchia passione, che da tempo non rispolveravo: lo scialpinismo. Credo che l’ultima volta in cui ho messo le pelli sia stato per salire al Malamot da solo in una calda domenica di marzo di 5 o 6 anni fa. Poi, complice il lavoro, la passione travolgente per la roccia e le varie location di residenza non proprio comode per lo sci, non avevo mai più messo gli assi ai piedi. Proprio due domeniche fa, dopo il sabato scalatorio, con Massimo e Luisa ci torno allo scialpinismo con una classicissima Rocca La Marchisa, tipica gita del vallone di Bellino che mi mancava anche dal mio periodo universitario da 30 o 40 gite all’anno. La bellissima giornata, la piacevolezza di essere in montagna in una giornata dal clima perfetto e la compagnia degli amici mi fanno ricordare quanto lo scialpinismo sia effettivamente il modo più piacevole, rilassato e divertente di frequentare i monti.
Tornato a Luxembourg la motivazione è alta, peccato solo che le montagne, quelle con pendii veri da sci, non distino da Lux quanto la Val Varaita dista da Torino… I Vosgi, montagne meno che appenniniche a due ora da qui, sono in  condizioni primaverili, le alture della Foresta Nera, a 3 ore, hanno solo qualche chiazza di neve... bene, la motivazione c’è…basta applicarsi, in fondo le Alpi svizzere non sono poi così distanti! E così il sabato alle 2 di mattina, quando ancora le strade di Luxembourg sono animate dai festaioli del venerdì sera, io e Carole siamo in auto direzione Furkapass dove a quanto pare le nevicate della settimana appena terminata hanno depositato 40 centimetri di farina fresca. Dopo un ordinario pisolino in auto nel parcheggio dell’autogrill di Altdorf seguito da una economicissima colazione svizzera alle 8 siamo a Realp, punto di partenza della maggior parte degli itinerari di questa zona. Per fortuna la massa si dirige verso il classico e più vicino Stitzinger Firsten, mentre noi, seppure in nutrita compagnia, ci allontaniamo un po’ di più per salile fino al Talligrat, un’aerea e ampia cresta bellissimo balcone sulle Alpi Uraniche. La discesa per almeno 2/3 è da sogno: farina leggera su fondo duro e nonostante i già numerosi passaggi è molto facile trovare ampi spazi ancora del tutto intonsi. Effettuiamo il rientro all’auto passando per il sentiero estivo (attenzione, i pendii sovrastanti devono avere già scaricato, altrimenti molto meglio salire e scendere dal più sicuro itinerario invernale).
Il giorno successivo, dopo attenta consultazione della guida, optiamo per una zona misconosciuta, la Riederstaldental, valletta laterale che si diparte dall’abitato di Sisikon, sul lago di Lucerna.
Dal microscopico abitato di Chapelliberg parte una mini-funivia d’altri tempi che in pochi minuti conduce al pianoro di Spilau ed al rifugio Lidernenhutte. Quest’oggi meno di 1000 metri di dislivello ci conducono in cima al Rossstock, cima centrale della zona con vista dal Cervino alle montagna della Foresta Nera (sì proprio quelle abbastanza vicine a Luxembourg. Siamo infatti alla “fine” delle Alpi e in direzione nord, poco oltre la nostra cime vediamo le montagne cessare bruscamente per lasciare spazio ai grandi pianori mitteleuropei. Dopo un’altra magnifica discesa con vista lago, questa volta su firn primaverile, non ci resta che goderci i 20 gradi di un dehors sul lago a Brunnen prima di ripartire alla vota di casa, dove arriveremo comodamente per le 20.30.
Ed ecco dimostrato come, con un pizzico di motivazione, anche dal lontano Luxembourg è possibile godersi due giorni di scialpinismo top; come sempre, basta avere un po’ di voglia
J 
 
Sui pianori subito sopra Realp, salendo al Talligrat


La facile dorsale che conduce in vetta

Bella montagna dalla cima del Talligrat (peccato non sapere cosa sia)
Vista sulla pianura europea salendo al Rossstock


La crestina che conduce in cima al Rossstock


Dalla cima

Discesa con vista lago
 

mercoledì 4 maggio 2016

Canale del Dito e Pisganino.

Anche se un pò in ritardo sui tempi, sono qui a postare qualche bella immagine di due splendide uscite di freeride effettuate ad inizio marzo quando finalmente si è visto l'inverno e la polvere.La tanto desiderata e sofferta polvere che quest'anno si è presentata all'improvviso in grande quantità e qualità in una stagione che sembrava non voler iniziare mai vista la presenza fino a metà febbraio di un inverno incredibilmente mite e secco. Due uscite effettuate nello splendido scenario dell'Adamello,la prima su un canale piuttosto impegnativo sui 45-50 gradi con un ingresso effettuato tramite una doppia di circa 30 metri. La seconda scendendo in prima traccia il famosissimo ghiacciaio del Pisganino attraverso pendii veramente alaskiani che davano spazio a curve ad ampissimo raggio.









lunedì 31 marzo 2014

Sass dai Ciamorces e Val Culea

Fantastica giornata di powder passata in compagnia di Enrico,super rider bresciano...Dalla vetta del Sass dai Ciamorces a fuoco lungo un canale che immette direttamente nella Val Culea.Da li si scia a picco sul Passo Gardena circondati dal sempre incredibile ambiente dolomitico..Condizioni della neve ancora ottime date le recenti nevicate e le temperature dei giorni scorsi ancora piuttosto rigide. Ma ora la situazione purtroppo sta cambiando con un gran caldo in arrivo..

sabato 8 giugno 2013

Aiguille du midi, Face Nord-Eugster diagonal 5.4/E4


Prima del 02 giugno avevo fatto ancora numerose gite sugli sci, tra cui il Rocciamelone e la Ramiere su splendido firn, ma la stagione volgeva al termine e con essa la mia voglia di postare gite assolutamente belle ma con poco mordente... Poi succede che l'ennesima perturbazione scarichi il suo carico di neve sui rilievi di confine e un socio motivato ti proponga una discesa in mega condizioni a cui non si poteva proprio dire di no, ed eccomi in auto con Rouge direzione Chamonix, con in testa un solo obbiettivo ... La parete Nord dell'Aiguille du Midi.
L'Aiguille du Midi è di facile accesso grazie alla funivia che in breve scarica in cima ai suoi 3842m alpinisti, sciatori e turisti curiosi, ma tutte le linee di discesa della sua faccia Nord sono ripide ed esposte e per molti anni sono state considerate ardite discese di sci estremo e ancora oggi incutono timore e rispetto.
Già dal mattino presto la tensione si fa sentire, le condizioni sono top,ma non dureranno, quindi o oggi o niente!
Salendo in funivia cerco di visualizzare il tracciato della discesa, ma in quel dedalo di creste, speroni e pendii, mi sembra impossibile scendere di là in sci.
Giunti sulla cresta la pressione è forte, alcuni sciatori sono già entrati, ma noi rimaniamo un po' scettici ed un po' timorosi aspettando il nostro momento.
Alla fine ci decidiamo, il resto è cronaca di una discesa lunga,ripida ed impegnativa che non concede respiro più di tanto e che richiede sempre grande concentrazione, svuotandomi di tutte le energie, tant'è che giunto sulla conoide sono sfinito fisicamente e mentalmente!
Ci andranno numerose ore e numerose birre per realizzare nelle nostre teste che tipo di discesa abbiamo realizzato ed entrambi siamo consapevoli che questa impresa rimarrà per sempre impressa nei nostri ricordi...

Stay pow!!!

domenica 12 maggio 2013

Due curve con il babbo...

Splendida mattinata trascorsa su un super firn primaverile con il babbo che anche se over 70 tira ancora grandi curve.

 

lunedì 29 aprile 2013

Les Courtes - parete Nord Est 5.2 E3


Erano almeno quattro anni che corteggiavo questa discesa, ogni stagione da marzo a maggio cominciavo a stressare amici e compagni di merende per questa parete, ma per un motivo o per l'altro non ci avevo mai messo piede.
Poi succede di combinare all'ultimo di salire a Chamonix, senza una meta precisa e di ritrovarsi alle 9 del mattino in coda ai Grand Montets senza ancora sapere che fare. Veloce taglio tra i seracchi ai piedi della Vert, passaggio sotto la mitica parete Nord delle Droites ed eccola là... la parete Nord Est de Les Courtes!!
Le condizioni sembrano buone e numerose persone sono già impegnate in salita... rapido consulto con Beo, Rouge, Fede e Piskel e via, deciso, si sale.
Il caldo è torrido e alla terminale siamo già marci di sudore, poi, come previsto la traccia è ottima e la temperatura salendo si normalizza. Il pendio è decisamente "in piedi" ed è veramente lungo. Purtroppo l'affollamento non è trascurabile e durante la salita veniamo bersagliati da qualche bella scarica di neve da parte di chi ci precede.
Come dicevo erano anni che aspettavo questa discesa, sono bello carico e nonostante pendenza ed esposizione siano notevoli aggredisco le prime curve con decisione, il resto è una splendida sciata su neve compressa che permette di concatenare belle serie di curve e alla fine mi ritrovo sotto la terminale con i quadricipiti in fiamme, ma felice come non mai!!
Alcune belle curve "a fuoco" sulla conoide per distendersi un po' e quindi giù lungo il ghiacciaio fino all'Argentiere.
Parete nordest de Les Courtes,una perla in questa stupenda stagione che non sembra avere fine...

sabato 13 aprile 2013

MonViso - Couloire Coolidge inferiore 5.1 E2


Alla fine si sa, l'appetito vien mangiando... Quindi deciso a sfruttare gli ultimi giorni prima del previsto rialzo termico, decido con TonyLov di giocare la carta Monviso. "Rumors" parlano di canali imballati di neve e ancora vergini sul Viso, quindi scegliamo di tentare il canale Perotti sulla parete Nord.
Sono quasi le 19 quando sci ai piedi partiamo da Pian della Regina ed è già buio quando alle luci delle frontali finalmente troviamo il piccolo bivacco Villata, ancorato ad uno sperone roccioso sulla sponda destra orografica del canale Coolidge.
Ovviamente e per fortuna siamo soli, perché,benché il bivacco sia da sei posti, già in due ci si muove a stento.
Consumiamo una cena non proprio da bivacco,infatti gli agnolotti fatti in casa e la birra che ci siamo portati su sono decisamente meglio delle classiche zuppe liofilizzate tipiche di queste occasioni!
La notte passa veloce e verso le 6 un'alba splendida ci saluta, il sole sta sorgendo e un mare di nuvole ristagna sotto di noi sulla pianura.
Il canale è in condizioni ottime e così in circa un'oretta siamo alla fine del Coolidge inferiore, ma l'attesa perturbazione sembra essere in anticipo e una spessa coltre di nubi minacciose avvolgono completamente il Re di Pietra.
Rimaniamo per alcuni lunghi minuti indecisi se proseguire oppure no, ma l'attesa schiarita non sembra voler giungere , anzi, sembra che il tempo peggiori, così di comune accordo decidiamo che azzardare curve a 50^ con visibilità nulla rischiando di rovinarci anche la fantastica discesa del Coolidge inferiore non sia la scelta migliore e pochi minuti dopo eccoci pronti a regalarci sicuramente la miglior sciata di ripido della stagione su una farina compressa commovente!
Peccato, perché con buona probabilità anche la parte superiore sarebbe stata da favola... Sarà per la prossima volta...

Stay pow

venerdì 12 aprile 2013

Couloire Gervasutti alla Tour Ronde & Aiguille d'Entreves


Ancora una splendida giornata di sci ripido nel cuore del massiccio del Mont Blanc!
Gli ingredienti per questo squisito cocktail sono una giornata di cielo terso e senza vento, un mitico canale nascosto tra le pieghe della Tour Ronde, una ripida ed assolata parete che dalla cima dell'Aiguille d'Entreves ci riporta a Courmayeur e la compagnia di due veri rider spanati... TonyLov and BadMike...

...agitare e gustare senza moderazione...

Stay Pow

lunedì 8 aprile 2013

Sass Pordoi.Canale Holzer 5.1 e Joel 4.1

Steep and deep!!
Due foto (i veri raiders non hanno tempo di fare foto e filmati..) delle discese effettuate ieri in due celebri canali delle Dolomiti attualmente in condizioni veramente incredibili, data la notevole quantità di polvere caduta negli ultimi giorni.
Nelle attuali condizioni si possono percorrere in tempi veramente record..

 

mercoledì 3 aprile 2013

The Endless Winter


La primavera è alle porte, ma l'inverno non sembra intenzionato a lasciarle spazio tanto in fretta...
Questo periodo mi mette sempre un po' di malinconia, perché in realtà la mia voglia di polvere non è ancora finita.
Così capita che in questi giorni, tra una perturbazione e l'altra, con una manica di drogati come me, si passino intere serate a pianificare giri più o meno improbabili alla ricerca dell'ultima polvere, perchè diciamolo chiaramente, sciare è bello su ogni tipo di neve , ma scendere su neve farinosa ha sicuramente un fascino maggiore.
Il video di oggi non è il racconto di una discesa in particolare, ma vuole rendere lo spirito che ci anima e il fuoco che brucia dentro ognuno di noi e ci spinge a cercare giorno dopo giorno di realizzare i nostri sogni...

Stay Pow

sabato 30 marzo 2013

Cristallo.Canale Staunies Nord 5.1

In un continuo susseguirsi di perturbazioni oggi siamo riusciti, in una fortunata finestra di visibilità di un paio di ore,a concederci una delle discese ripide più conosciute e forse pù belle delle Dolomiti.Nella parte alta condizioni eccezionali di polvere che hanno sicuramente smorzato l'impatto traumatico di inizio canale...Discesa veramente super in compagnia dei mitici Diego e Andrea!!

 



sabato 23 marzo 2013

Te^te Colombe, Couloire Colombe 5.1-E2


Bel canale, incassato nel cuore delle calcaree pareti della Te^te Colombe, a due passi dalla strada eppure così selvaggio ed isolato.
L'ambiente è solare ed il paesaggio ricorda le dolomiti; la giornata è splendida, peccato solo che le forti raffiche di vento provenenti da Nord, mantengano la temperatura diversi gradi sotto lo zero.
L'avvicinamento al canale è veloce e diretto, su ripidi pendii lucidati dal sole e dal freddo. Una lunga conoide in farina pressata da accesso al canale nascosto nelle pieghe della rocciosa parete sud della Te^te Colombe.
Il canale è bello ripido, ma per fortuna poco esposto e piuttosto breve; la salita passa veloce su neve dal grip perfetto ed al riparo dal forte vento che ci saluterà non appena metteremo naso fuori dal canale. Infatti gli ultimi 70m per raggiungere la cima sono un inferno di vento, accumuli ed enormi placche; decidiamo così di scendere pochi metri sotto un'infida placca a vento che ci sbarra l'accesso alla cima.
Roby gira i tacchi e scende a piedi, io calzati gli sci mi prendo il mio tempo prima di affrontare la discesa, vorrei godermi il paesaggio qualche minuto in più, ma il vento incalzante mi invita scendere.
Sul ripido le sensazioni sono sempre le stesse, un po' di tensione che generalmente si scioglie alla prima curva; la neve è perfetta e consente di concatenare una bella serie di curve, ultima difficoltà una dorsalina che dà accesso all'ultima tratto di canale e poi giù di curvoni filanti sulla stupenda conoide.
Te^te Colombe... un angolo di Dolomiti a due passi da casa!!

Stay Pow

martedì 19 marzo 2013

Testa di Garitta Nuova e Riba del Gias


Sabato veloce gita con Mara su questa classicissima dello sci alpinismo…visto che dovevamo andare fino a Becetto in Val Varaita…perché non andare a ficcare il naso su quei bei pendii assolati appena sopra? Detto fatto e…non proprio prestissimo eccoci con gli sci ai piedi a risalirli, la neve alla partenza non è moltissima, ma a parte cinque minuti di portage si sale e si scende sci ai piedi, ma soprattutto…SI SCENDE!!! e vista l’ora tarda e complice una temperatura abbastanza freddina ecco una super sciata su un firn praticamente perfetto e soprattutto inaspettato…
Mara arriva in vetta

Monviso
Prime curve
 









lunedì 4 marzo 2013

Aiguille Pierre Menue - Couloire NE 5.1 E2


La Pierre Menue è la cima più alta dello spartiacque tra Maurienne e val Susa sopra la diga di Rochemolle e la sua parete Nord era un pallino fisso di Tony da diversi anni, tuttavia "rumors" parlano di 50-60cm di farina in zona Prali contro appena 10-15cm in zona Bardonecchia e rinunciare a un powder day per una gita da 1800m e avvicinamento infinito non è impresa da poco. Quindi è mezzanotte passata quando, ancora molto perplessi, studiamo l'itinerario sulla carta, ma all'improvviso mi balza agli occhi la possibilità di una "boucle" dagli impianti di LaNorma che ci farebbe risparmiare più di 400m di dislivello e praticamente tutto lo spostamento. Nessuno di noi conosce la zona, ma la cosa ci alletta, così rapido sguardo alle curve di livello e speranzosi di non finire su balze rocciose, prendiamo la decisione, che boucle sia!!
Contrattata una singola salita con la cassiera,a dire il vero, un po' perplessa della nostra idea, saliamo fino in cima agli impianti, qualche traccia che scende dove avevamo pensato c'è, quindi senza indugiare giù.
Facciamo quasi 700m di discesa su un assolato canalone su di una buona spanna di farina leggera, la giornata promette bene. Messe le pelli a quota 2000 circa iniziamo a battere traccia sullo spalline nord ovest, via normale alla cima e presto ci accorgiamo che la neve caduta è ben di più. Salire tracciando è faticoso, ma noi ci siamo portati appresso l'arma segreta...Chunk!! Chunk in arte Guglielmo è un giovane virgulto ventenne che come un trattore si batterà quasi 1300m di pendii intonsi. La giornata è splendida , ma avvicinandosi alla cima il vento si alza e in breve il cielo azzurro lascia spazio ad una grigia atmosfera lattiginosa.
L'ingresso del canale è molto ripido, ma per fortuna la neve farinosa e l'assenza di visibilità smorzano alquanto il senso di vuoto.
Purtroppo nella parte bassa del canale, quella più sciabile, la neve peggiora quel tanto da non permettere una sciata epica, resta comunque una bella discesa in un angolo remoto della Maurienne a portata di boucle però!

Stay pow


Aggiungo un simpatico filmato realizzato da MrTonyLov Production...seguitelo su faccia libro...è nu bravo 'uagglione!!

venerdì 22 febbraio 2013

Col du Tacul - Traverse de Capucin 5.1 E2


Deciso a sfruttare l'ultima finestra di bel tempo prima dell'annunciata perturbazione, convinco Michy ed Eli ad accompagnarmi a buttare un sguardo al couloire Nord Est dell' Aiguille du Tacul, bel pilastro roccioso posto alla base della cresta delle Periades.
Al parcheggio della funivia di Punta Hellbronner qualche dubbio ci assale, il Dente del Gigante e le les Aiguilles Marbres sono avvolte da una spessa coltre di nubi e gli addetti alla funivia parlano di vento forte in quota... una volta tanto confidiamo nelle previsioni meteo e decidiamo di tentare. Usciti dal Rifugio Torino veniamo salutati da forti raffiche di vento che ci sferzano il viso, ma giù in direzione Requin ci sembra di scorgere una squarcio di cielo azzurro. Senza indugiare calziamo gli sci e affrontiamo la splendida discesa della Valle Noire, variante più misteriosa e meno frequentata della classica Valle Blanche; il taglio alto ci permette di mettere piede sul ghiacciaio delle Periades ben al di sopra della nota "salle à manger".
Il cielo è completamente blu e anche il vento s'è calmato, messe le pelli cominciamo a risalire il ghiacciaio direzione col du Tacul. La traccia è buona e in poco più di due ore siamo al colle. Affacciandosi sul tetro versante Nord, lo stomaco si stringe,il canale è ben ripido, quasi verticale e costellato di roccette affioranti,ma per fortuna i prima 40-50m si superano in doppia.
Al termine della doppia prepariamo lo scomodo terrazzino da cui inizieremo la discesa. Quando affronti discese di questo tipo vorresti sempre avere la possibilità di fare due curve di riscaldamento, per sciogliere un po' le gambe e sopratutto la testa, ma in questo caso questo lusso non ci è concesso, anzi i primi 100m sono i peggiori, pendenza costante sui 50° e stretta lingua di neve dove abbozzare due salti. La neve purtroppo non è il massimo, rovinata dai precedenti passaggi e da un probabile rialzo termico, tuttavia, per nostra fortuna, conserva un ottimo grip. Più sotto il canale si apre e la pendenza si smorza, ma non più di tanto, i successivi 400m a 40-45° ci impegnano fino alla terminale che fortunatamente si supera agevolmente.
Da qui in giù, finalmente, la farina ci permette di distenderci un po' e di firmare qualche bella bella curva fino al ghiacciaio di Lecheaux. La perturba è in arrivo, scendiamo veloci fino a Chamonix dove stanchi e soddisfatti aspettiamo la navetta che ci riporterà a Courmayeur.
Sicuramente avremmo potuto trovare neve migliore, per lo meno nel canale , ma questa "boucle" è comunque di gran soddisfazione e permette di trascorrere una splendida, piena giornata in un angolo selvaggio del Mont Blanc.

Stay Pow

martedì 19 febbraio 2013

Pointe du Pécé - Farina 000


Il pendio perfetto, un immacolato, ripido lenzuolo di leggera farina, un sogno... ecco come è apparso ai nostri occhi lo stupendo lenzuolo della Pointe du Pécé.
Talmente bello da farci dimenticare la fatica di tracciare in neve fonda più di 700m di salita e così dopo una prima discesa a fuoco è bastato uno sguardo e via, tutti a ripellare velocemente per godere ancora una volta di questa splendida farina 000

Stay pow

mercoledì 30 gennaio 2013

Tour de Trois Cols et Col Sup du Tour


Splendido giro in quota con Stefano che normalmente viene affrontato ben più avanti in stagione, ma la bellezza dei ghiacciai e delle cime completamente ricoperte di abbondante coltre nevosa e la quasi certezza di una sciata appagante, ripagano abbondantemente della maggior fatica e freddo che si è costretti ad affrontare in pieno inverno.
La prima parte del Tour consiste nella salita in funivia ai Grand Montets, ovviamente vista la calca di sciatori e alpinisti, dopo un'abbondante coda di più di un'ora;quindi una rapida discesa fino al ghiacciaio dell'Argentiére e messe le pelli, il primo colle di giornata è proprio davanti a noi, il col du Chardonet.



Giunti al colle, un ripido couloire di un centinaio di metri ci porta sul ghiacciaio du Saleina e dopo una veloce traversata siamo ai piedi della Fenetre du Saleina, secondo colle di giornata la cui salita è ripida e faticosa e ci costringe a procedere sci in spalla.
Attraversata la Fenetre il panorama sul ghiacciaio du Trient è maestoso, ma il sole è già basso e non possiamo soffermarci troppo.
Rimesse le pelli un breve traverso ascendende ci porta al Col du Tour, ultima fatica di giornata, o almeno così credevemo...
Dal colle si gode di una vista spettacolare sulla Aiguille du Chardonet e sul tormentato Glacier du Tour e il sole che tramonta dietro la Aiguille Vert rende il tutto ancora più emozionante!




Una breve doppia ci deposita sul ghiacciaio e la sciata in mezzo a seracchi e grandi crepacci si alternano a immacolati lenzuoli di neve farinosa; in breve siamo sulla piccola morena sotto al Rifugio Albert 1er.
Cinquanta metri di dislivello ci separano dal nostro meritato riposo, ma saranno cinquanta metri mooolto sudati, infatti il pendio che difende il locale invernale è in neve assolutamente inconsistente e ci costringe a nuotare per più di un'ora nella neve alta prima di raggiungere la balconata del rifugio. E' già buio quando apriamo la porta del confortevole bivacco e ovviamente siamo soli, la calca di persone del mattino è ormai uno sbiadito ricordo.



La notte al bivacco passa calda e confortevole grazie alla stufa e alla molta legna a disposizione, all'alba decidiamo di risalire al Col Superiore du Tour che il giorno precedente ci era sembrato in ottime condizioni d'innevamento. La salita lungo il ghiacciaio è piacevole, c'è da battere traccia ma il fondo è ben portante e i 20cm di farina non ci fanno tribolare molto, anzi fanno presagire una discesa strepitosa. Il colle è tutto sommato breve, circa 200 metri con le giuste pendenze per divertirsi.
Giunti al colle ci prepariamo con calma per gustarci la lunga discesa su Le Tour... quasi 2000m di discesa super divertente su bella farina!!




Vi lascio con un filmato che riassume questa splendida avventura, Stay Pow!!