In Bilico è un Sito/Blog creato da grandi appassionati di montagna, che con qualche riga, fantastiche foto e incredibili video raccontano le loro imprese in giro per le Alpi e le pareti più verticali del mondo.
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In Bilico est un blog crée par des amoureux de montagne et d’escalade qui avec des petits textes, des images surprenants et des vidéos racontent leur sorties dans les Alpes et dans des autres grandes parois du globe.
sabato 4 luglio 2015
Val Adamè-Coster del Poia.Sensazioni Adamelliche
Ripetuta da poco questa recente via situata in un luogo veramente bucolico che si raggiunge dopo circa due ore abbondanti di camminata..
Siamo in Val Adamè,una poco conosciuta valle adamellica da me già visitata durante l'inverno per la presenza di numerose ed interessanti
cascate di ghiaccio.La via in questione si svolge su di uno splendido granito molto particolare in quanto costellato da numerosi "funghetti"..
L'arrampicata lungo i 250 metri della via risulta molto tecnica e su difficoltà costanti intorno al 6b.La si potrebbe definire
plaisir anche se non mancano alcuni tratti abbastanza piccanti con alcuni run out che richiedono decisione.
Sicuramente tra l'avvicinamento e la via ne risulta una giornata assolutamente piacevole.
mercoledì 1 luglio 2015
Vallone di Sea, Trono di Osiride, Urlo del Silenzio (6b max, 5c obbl.)
Una short climb veramente interessante e assolutamente da non prendere sotto gamba guardando i bonari 6a e 6a+ che compaiono nella relazione.
Tutti i tiri, ad eccezione del terzo, brutto ma comunque complesso per via della sua "vegetalità", sono molto interessanti.
Molta attenzione in particolare sul primo tiro, molto delicato sia per la qualità dell roccia, non ottima, sia perchè non è immediato capire dove andare...
Il secondo e il quarto tiro propongono due fessure larghe in cui sbizzarrirsi con gli incastri più variegati, mentre l'ultimo percorre due fessurini tignosi (il secondo in particolare, per cui il 6a+ mi sembra onestamente strettino) prima di farsi strada con un pizzico di ricercatezza verso la sommità della parete, dove e installata l'ultima sosta.
Complimenti ai post moderni del Nuovo Mattino (la banda Caneparo, Oviglia, Mochino) che negli anni '80 avevano davvero maturato un bel livello!
Tutti i tiri, ad eccezione del terzo, brutto ma comunque complesso per via della sua "vegetalità", sono molto interessanti.
Molta attenzione in particolare sul primo tiro, molto delicato sia per la qualità dell roccia, non ottima, sia perchè non è immediato capire dove andare...
Il secondo e il quarto tiro propongono due fessure larghe in cui sbizzarrirsi con gli incastri più variegati, mentre l'ultimo percorre due fessurini tignosi (il secondo in particolare, per cui il 6a+ mi sembra onestamente strettino) prima di farsi strada con un pizzico di ricercatezza verso la sommità della parete, dove e installata l'ultima sosta.
Complimenti ai post moderni del Nuovo Mattino (la banda Caneparo, Oviglia, Mochino) che negli anni '80 avevano davvero maturato un bel livello!
| Matteo all'inizio della fessura di L4 |
| Cristina alla fine del complesso L5 |
| Qualcuno che scala moooolto meglio di noi... |
Categoria:
Arrampicata
Ubicazione:
10070 Forno Alpi Graie TO, Italy
lunedì 29 giugno 2015
Ancesieu, Un'avventura lunga 5475 giorni (7a max, 6b+ obbl.)
Due week end fa, con Andrea, abbiamo deciso di andare sul sicuro (e anche relativamente comodo), tornando ancora all'Ancesieu. Con questa anche io posso dire, come farebbe Gil, che "le ho fatte tutte!!!"...senza meglio specificare il significato di questo "fare".
Sono meno integralista di altri per cui fare una via di più tiri significa farla tutta in libera, penso piuttosto che su questo genere di vie, sicuramente non di montagna ma neppure da prima uscita su vie di più tiri, il vero confronto sia quello con l'obbligatorio, che qui, diversamente da altri luoghi, ha ancora un suo valore, in particolare su alcuni itinerari (penso ad Orso Poeta, a Paradiso Magico o ad Allargate i Vostri Orizzonti,...).
Un'avventura leunga 5475 giorni (credo alludendo a quelli impiegati da Motto "inventare" l'Ancesieu come oggi lo conosciamo) è, come la vicina Due Sogni, una di quelle in cui si fa il maggior uso di friend, essendo appunto principalmente in fessure e diedri da proteggere. Contrariamente alla descrizione nel blog del Trombetta, che la liquida con un "la meno varia, forse la meno interessante" devo dire che invece la via è assolutamente piacevole ed all'altezza delle altre della parete. Il terzo tiro, l'unico con un vero obbligatorio, si risolve tenendo poche tacche tipicamente granitiche.
Assolutamente notevoli anche il sesto tiro (fessura di mano), il settimo, ancora fessura di mano ma che in alcuni punti si allarga (mia opinione di grado è 6c e non 7a) e l'ottavo, bellissimo diedro rovescio obliquo a sinistra. Prestare attenzione alla scelta della linea in L5!
Sono meno integralista di altri per cui fare una via di più tiri significa farla tutta in libera, penso piuttosto che su questo genere di vie, sicuramente non di montagna ma neppure da prima uscita su vie di più tiri, il vero confronto sia quello con l'obbligatorio, che qui, diversamente da altri luoghi, ha ancora un suo valore, in particolare su alcuni itinerari (penso ad Orso Poeta, a Paradiso Magico o ad Allargate i Vostri Orizzonti,...).
Un'avventura leunga 5475 giorni (credo alludendo a quelli impiegati da Motto "inventare" l'Ancesieu come oggi lo conosciamo) è, come la vicina Due Sogni, una di quelle in cui si fa il maggior uso di friend, essendo appunto principalmente in fessure e diedri da proteggere. Contrariamente alla descrizione nel blog del Trombetta, che la liquida con un "la meno varia, forse la meno interessante" devo dire che invece la via è assolutamente piacevole ed all'altezza delle altre della parete. Il terzo tiro, l'unico con un vero obbligatorio, si risolve tenendo poche tacche tipicamente granitiche.
Assolutamente notevoli anche il sesto tiro (fessura di mano), il settimo, ancora fessura di mano ma che in alcuni punti si allarga (mia opinione di grado è 6c e non 7a) e l'ottavo, bellissimo diedro rovescio obliquo a sinistra. Prestare attenzione alla scelta della linea in L5!
| Andrea in partenza sul secondo tirpo |
| Andrea sul quinto tiro |
Categoria:
Arrampicata
Ubicazione:
10080 Ronco Canavese TO, Italy
Torre di Ajmonin, La Casa degli Specchi (6b+ max, 6a+ obbl.)
Per un motivo o
per l’altro non avevo ancora mai salito questa mini multipitch dell’Ajmonin,
probabilmente perché intimorito dalle foto su Rock Paradise che ritraevano un
Caneparo anni ‘80 in apertura su un primo tiro in apparenza tutt'altro che facile.
Dopo averla
ripetuta con Marco e Dino devo dire che la parte iniziale e finale di questa
via sono davvero dei piccoli capolavori, infatti proprio il primo tiro e l’ultimo tiro
sono quelli che ai tempi dell’apertura conferirono alla Casa degli Specchi
un’aura di ingaggio e impegno.
La prima lunghezza è molto
articolata e sembrerebbe un tipico tiro di libera su granito degno delle più
belle vie moderne, ma con una sola differenza…non ci sono spit! Nonostante
questo il tiro è pressoché tutto protetto da ottimi chiodi, fatta eccezione per
il diedrino che precede la sosta. Sosta da cui inizia il secondo tiro, delicato
in un solo passo e per il resto molto scenografico e sempre su prese giganti.
Per collegare inizio e fine della Casa degli Specchi abbiamo fatto un terzo tiro percorrendo Pesce d’Aprile (nel punto della famosa “lastrina”) e un quarto sul bellissimo e lungo 6b+ di Papaveri e Papere, fino alla sosta da cui inizia l’ultimo tiro. Una bellissima fessurina superficiale, pressoché interamente da attrezzare, tecnica e delicata, che conduce elegantemente sulla sommità di questa struttura mite ma molto molto ricca. Il grado di quest ultima fessura, su cui molti disquiscono, a mio parere è 6b duro o 6b+ solido...
Per finire la giornata abbiamo anche salito un bellissimo monotiro all’estrema destra della parete, Regalo di Natale, dal grado variabile fra il 6c+ ed il 7a+ a seconda delle guide………
| Dino combatte su L1 |
| Sul secondo non mancano le prese grosse... |
| Marco si ingaggia sul fessurino d'uscita |
| La bellissima prima lunghezza di Regalo di Natale |
Categoria:
Alpinismo,
Arrampicata
Ubicazione:
10080 Noasca TO, Italy
mercoledì 20 maggio 2015
Calanque e Cap Canaille: Au delà de la verticale e Galet Jade
Stavolta forse, almeno per un po', è stata proprio l'ultima, visto che d'ora in poi questi luoghi incantevoli ed ospitali del mediterraneo francese non saranno più così a portata di mano come negli ultimi anni.
Con la solita cumpa dei genovesi abbiamo optato per un weekend in Calanques, per fortuna ancora non troppo calde. Il primo giorno abbiamo scelto una parete nuova per tutti, la Concave, che avevo avuto modo di vedere questo inverno e che mi aveva davvero stregato per quella specie di cucchiaio verticale che ne caratterizza la parte centrale. Con Alice abbiamo salito Au dela de la Verticale, una bellissima via di Guigliarelli perfettamente attrezzata dall'alto e che ha nei suoi tiri centrali la particolarità di salire il grosso strapiombo nel suo settore sinistro. Notevolissimo comunque anche il primo tiro, con una roccia unica, che secondo me è anche l'unico a presentare qualche passetto obbligatorio ma mai troppo difficile. Gli strapiombi sono tamarri e divertenti a sufficienza e solo il tiro di 7b+ è davvero difficile, più gestibili gli altri tiri di 7, tutti comunque sempre chiodati maniera ineccepibile.
Il secondo giorno altra via super al Draioun di Cap Canaille, che propone un viaggio geologico attraverso tre tipi di rocce diverse per altrettanti strati di parete. Galet Jade decolla da metà in poi, prima con una fessura fuori misura davvero particolare e poi con tre tiri su un conglomerato tanto inquietante quanto bello e solido...L'ultimo tiro, beh... solo quello vale la pena per potersi far fare delle foto veramente tamarre!!!
Con la solita cumpa dei genovesi abbiamo optato per un weekend in Calanques, per fortuna ancora non troppo calde. Il primo giorno abbiamo scelto una parete nuova per tutti, la Concave, che avevo avuto modo di vedere questo inverno e che mi aveva davvero stregato per quella specie di cucchiaio verticale che ne caratterizza la parte centrale. Con Alice abbiamo salito Au dela de la Verticale, una bellissima via di Guigliarelli perfettamente attrezzata dall'alto e che ha nei suoi tiri centrali la particolarità di salire il grosso strapiombo nel suo settore sinistro. Notevolissimo comunque anche il primo tiro, con una roccia unica, che secondo me è anche l'unico a presentare qualche passetto obbligatorio ma mai troppo difficile. Gli strapiombi sono tamarri e divertenti a sufficienza e solo il tiro di 7b+ è davvero difficile, più gestibili gli altri tiri di 7, tutti comunque sempre chiodati maniera ineccepibile.
Il secondo giorno altra via super al Draioun di Cap Canaille, che propone un viaggio geologico attraverso tre tipi di rocce diverse per altrettanti strati di parete. Galet Jade decolla da metà in poi, prima con una fessura fuori misura davvero particolare e poi con tre tiri su un conglomerato tanto inquietante quanto bello e solido...L'ultimo tiro, beh... solo quello vale la pena per potersi far fare delle foto veramente tamarre!!!
| Sui tiri centrali di Au dela de la Verticale, alla Concave |
| Uscita dagli strapiombi e ritorno sulle tacche bianche |
| Inizia la fessura fuori misura dui Galet Jade |
| Conglomerato super |
| Sempre più super... |
| Evviva Cap Canaille |
Aiglun, L'Arnaque (7c max, 6b obbl.)
| Cristina parte su L3 |
| Affollamento in sosta... |
| Alice sul diedrone di L5 |
| Sul tettone di 7c...sembra grande libera, ma è grande artif... |
| Arrivo in sosta su L5 |
Sul bellissimo tiro d'uscita
|
Categoria:
Arrampicata
Ubicazione:
Roquesteron, France
sabato 16 maggio 2015
Qualido.Magic Line
Il Qualido..che posto...Era da parecchio tempo che non mettevo piede in Val di Mello, dai tempi delle scorribande con Luca,Diego e Gill..ed ogni volta che torno in questa valle mi sembra di essere in uno di quei luoghi dove il tempo si è fermato. Il Qualido è un posto incredibile dove si arriva dopo un avvicinamento non proprio rilassante, con circa 900m di dislivello... La via in questione è sicuramente la più abbordabile e ripetuta, ma risulta comunque a mio parere piuttosto impegnativa data anche la chiodatura non proprio rilassante...d'altronde siamo in Val di Mello... Si svolge prevalentemente su placche tecniche ed alcuni diedri fessurati con un tiro, il decimo, lungo una fessura(in libera 7C..) spettacolare!! Al ritorno in valle la vista sulla parete non può che cadere sul capolavoro del fuoriclasse T.Fazzini, La Spada nella roccia,con una lastra sospesa lungo la quale corrono tre tiri della via..
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