In Bilico è un Sito/Blog creato da grandi appassionati di montagna, che con qualche riga, fantastiche foto e incredibili video raccontano le loro imprese in giro per le Alpi e le pareti più verticali del mondo.

In Bilico is a blogsite created by a group of mountains and climbing enthusiasts who, with short text, amazing photos and videos, tell about their climbs all around the Alps and other famous walls of the globe.

In Bilico est un blog crée par des amoureux de montagne et d’escalade qui avec des petits textes, des images surprenants et des vidéos racontent leur sorties dans les Alpes et dans des autres grandes parois du globe.

venerdì 12 febbraio 2016

Sicilian Climbing Weekend


[ITA] Grazie ad un lunedì festivo a Luxembourg riusciamo ad organizzare una visita lampo alle falesie del trapanese, San Vito Lo Capo e dintorni tanto per capirci. Al di là di una fastidiosa influenza che non mi ha dato tregua per 4 giorni, devo dire che ci siamo goduti appieno l’atmosfera vacanziera che la Sicilia sa offrire in questo periodo, decisamente tranquillo dal punto di vista della frequentazione. Nessuno in falesia a parte noi 7 (2 stranieri, 3 torinesi e due romani) e una coppia di teutonici dell’est.
Con solo due giorni pieni a disposizione siamo stati costretti a scegliere le falesie a detta degli amici irrinnunciabili…che tradotto in pratica significa Never Sleeping Wall il primo giorno e Crown of Aragon il Secondo.
Molto bella la prima, soprattutto da un punto di vista scenografico, essendo una delle pochissime falesie che ricorda (anche se, diciamolo, in scala ridotta) le grandi strutture a blob e concrezioni di Kalymnos, tipo Grande Grotta, Secret Garden o Ghost Kitchen. I tiri su cui abbiamo scalato sono tutti divertentissimi e piacevolmente bizzarri per chi come noi è poco avvezzo a questo genere di “prese”… I gradi? Sicuramente non quelli di Finale…ma credo che l’ondata nazional popolare anche da queste parti si stia ridimensionando…come testimoniano le differenze fra i gradi dell’ultima versione della guida e le precedenti.
Super interessante a vedersi anche Crown of Aragon, forse da un punto di vista puramente sportivo ancora più di Never Sleeping, peccato che il vento patagonico che la spazzava ci abbia fatto ripiegare altrove, precisamente a Parco Cerriolo, anch’essa, come never Sleeping, in zona Custonaci e per fortuna molto più riparata dal vento. Meno estetica di questa, ci ha comunque regalato una bellissima giornata su tiri di tutti i generi, dai muri verticali su roccia immacolata delle facce laterali, ai violenti ingressi molto strapiombanti dei tiri della fascia centrale…

Come sempre, un unico difetto… vacanza troppo corta... soprattutto per una terra con dei dolci come quelli siculi ;)…

[FR] Grace à un lundi de vacance au Luxembourg on arrive à organiser un déplacement éclair dans les falaises siciliennes de San Vito Lo Capo et ses environs. Malheureusement une grippe de dingue m’a affecté pendent ces 4 jours, mais on est réussi quand même à visiter deux des falaises phares de la région, Never Sleeping Wall et Crown of Aragon.
Majeure la première, qui rappelle les grandes falaises concrétionnées de Kalymnos (Grande Grotta ou Ghost Kitchen). Toutes les longueurs que nous avons grimpé étaient très amusantes et dans un style très ludique et bizarre surtout pour les gens qui, comme nous, n’ont pas l’habitude de grimper sur ce genre de prises…Concernant les cotations, j’avoue que ici on est pas à Buoux ou à Freyr, même si le période « populaire » va terminer ici aussi…comme on peut voir suite au redimensionnement des cotations dans la dernière edition du topo…
Crown of Aragon aussi a l’aire d’être une super falaise, peut être encore plus que Never Sleeping, mais malheureusement le vent qu’y soufflait ce matin-là n’a pas nous permis d’y grimper. On est pourtant retourné dans le même endroit de Never Sleeping Wall (le village de Custonaci), cette fois dans la falaise de Parco Cerriolo, très intéressant elle aussi, avec des longue voie soit sur des murs verticaux assez à doigts soit sur des déverses, voir toit horizontaux, très a bras et à coincement pieds/genoux.
C’est Dommage seulement le week end trop court, surtout dans des régions avec des gâteaux comme celui la… ;)  

[EN] Thanks to a non-working Monday at Luxembourg we arrange a quick climbing weekend in San Vito Lo Capo area (Sicily, Italy). Despite of a bothersome sickness which affected me for the whole week end we could anyway visit two wonderful crags of the region.
We spent our first day in Never Sleeping Wall, close to the Custonaci village: it is a slightly overhanging red wall covered with tufas and blobs, one of the few places really calling in mind the well known similar style Kalimnian crags like Ghost Kitchen and Grande Grotta. All the routes are really fun and playful, with a touch of 3D climbing style, very stimulating for those who are not very used with this type of holds. Regarding the grades… OK, here it’s not Buoux or Finale, but the “popular” era is supposed to finish here too, as the depreciations in last guidebook editions suggest…
A strong wind did not allow us to climb in Crown of Aragon, which we visited the second day, so we fell back in Custonaci area, in Parco Cerriolo crag. It’s a very nice crag too, with long routes both on vertical finger slabs both on hard overhangs and roofs where knee bars and foot hooks really make the difference.

It’s just a pity the time passes too fast, especially in places with sweets like the Sicilian ones ;)

Il Never Sleeping Wall

Il 6c di Sweet Dreams are made of this

Su cui Andre si scalda

Dario preferisce il 6b+ accanto

 

Giacomo e Giovanni si scaldano in parallelo

Un giro sul tiro più ripetuto di San Vito, il 7a+ di Tears for Freedom
Scalato anche da Andrea

Giovanni sul 7c del Patrone Nero (crux su muro striaturesco)

Sempre Giovanni...

Giacomo si allunga sul 7c+ di Nonna a Parco Cerriolo

Decisamente orizzontale...

Ma Dario su questa inclinazione si sente a suo agio...
E la chiudiamo così... con la foto della vacanza: Matte esce dal duro di Tratt, 7b a Parco Cerriolo

martedì 12 gennaio 2016

Christmas 2015 Catalunya rock trip

Vacanze natalizie all’insegna delle magnifiche falesie spagnole…E della vita rilassante che ne consegue, fatta di orari morbidi, sole, roccia stupenda, gradi (finalmente!) spagnoli, tapas, birre e tante belle cene…insomma, divertimento allo stato puro.
Per me si trattava della prima vacanza puramente falesistica e devo riconoscere che è praticamente impossibile non rimanere estasiati da giornate così belle…
Facendo base a Lleida, cittadina a dire il vero abbastanza anonima,  abbiamo visitato le classicissime Montsant, Margalef e Terradets, su cui credo ci sia poco da aggiungere, se non confermarne la grandiosità e la bellezza, sia in termini di ambiente sia puramente scalatori…D’altronde, come ha detto qualcuno, ci sarà ben un motivo per cui Sharma si è trasferito qui…
Spendo invece qualche parola in più su alcune falesie meno celebri, ma di altrettanta bellezza e qualità top, più o meno tutte a mezz’ora da Balaguer.
La Pauta ed Ager offrono tiri stupendi prevalentemente su roccia grigia verdoniana (ma non mancano gli strapiomb più rossastri), mentre Saint Llorenc de Montgai si presenta con un conglomerato misto a calcare che dà vita a itinerari estremamente vari, alcuni dei quali ricordano un po’ addirittura le patatas dei Mallos de Riglos. Infine Santa Ana, in cui non siamo stati fortunatissimi con il clima, anche lei in posizione molto solitaria ed isolata e con vie tutte piacevoli.
In una riga…grande compagnia, posti stupendi, vie da 5 stelle…difficile chiedere di più…Buon anno a tutti da Inbilico.com!

Christmas holiday entirely dedicated to the wonderful Spanish crags…and to the consequent relaxed life, made of cool morning awakenings, sun, top quality rock, Spanish grades (finally! J) and, of course, great food and beers…so 100% total fun.
This was actually my first pure sport climbing holiday and I admit it is basically impossible not being enthusiastic of such wonderful days…
Starting from the hub city of Lleida, 2 hours far from Barcelona, we visited the well known crags of Montsant, Margalef and Terradets, referring to which there’s nothing to add…apart of confirming  their magnificence and splendor…After all, it’s not by chance that Mr Chris Sharma decided to move here from the US…
It’s worthwhile to spend some further words about some “minor” crags we visited in these days, all located near the small city of Balaguer, which are as much interesting as the more famous ones. La Pauta and Ager offer amazing routes on grey Verdonish rock (even if overhanging routes on red rock are anyhow present), while in Sant Llorenc de Montgai  you’ll find very various routes on a mixture of limestone and conglomerate, some of them pretty similar to the famous pitches on the “patatas” of Mallos de Riglos…
Then Santa Ana, located in a very suggestive setting, where we didn’t have luck with weather conditions, but definitely worthwhile too.
Summarizing…wonderful friends, wonderful places and amazing routes…There’s nothing more to ask for… Happy 2016 to everyone by Inbilico.com!!!

Déplacement d’un peloton Italique en Ispagne pendant ces vacances de fin d’année (on était neuf!)…résultat: horaires relaxés, soleil, rocher superbe, cotation « à l’Espagnole » (ouf ! 
J) and, bien entendu, plein de bière, cafés et tapas…bref, amusement à l’état pur !
C’était ma première vraie vacance « 100% falaise » et j’avoue c’est presque impossible de ne pas être étonné suite à des journées enthousiasmantes comme celles-la…
Depuis la ville de Lleida, pas vraiment jolie pour être honnête, on a grimpé dans les falaises top de Montsant, Margalef et Terradets : qu’est-ce qu’on peut rajouter de neuf sur celles-là ? Pas trop, ça suffit de rappeler que Mr. Chris Sharma a décidé de s’établir la pour profiter de ces spots de très haut niveau…
Je veux par contre dépenser quelque mot concernant des falaises qu’on a visité pendant ces jours dans les alentours de la ville de Balaguer, « mineures » et moins connues par rapport a ses voisines, mais tout a fait elles aussi superbes quand même. La Pauta et Ager offrent une rocher grise très sculpté et une escalade technique très ressemblante à celui du Verdon, ou les devers en rocher rouge ne manquent pas ; Sant Llorenc de Montgai vous pourriez retrouver aussi des voies avec les « patatas » typiques des Mallos de Riglos, à côté des autres longueurs sur une rocher mixte Calcaire/Conglomerat toujours soutenues et très agreables. Enfin dans une journée froid et avec peu de soleil on a grimpé à Santa Ana, celle-la aussi dans un cadre sauvage et suggestif et avec encore un très grand potentiel à exploiter. 
Bref, une longue semaine de convivialité entre amis, cadres magnifiques et longueurs de rêvé…Elle est pas belle la vie ? Bonne année à tout le monde depuis Inbilico.com


Giovanni esce dal traverso Orchesco de La Fixure, 7a La Pauta

Elvio al tramonto risolve flash L'Instructor, 7b di Ager

Il selvaggio settore Esploradors di Santa Ana

La fisica partenza de La Dercera, 7b a Margalef

Il Raco de Missa di Montsant...direi che c'è poco da aggiungere

Giova Jr al tramonto sale il 7c di La Tuxeira

...seguito a ruota da Matte
La Pauta

Nella sul fessurone di riscaldamento

Il settore principale di Sant Llorendc de Montgai

Francesca si scalda sul 6c senza nome di Sant Llorenc

Il profilo inconfondibile di Terradets

Francesca sul 7a+ di Pasta Sin Agua a Terradets (8a in Thailandia, cit. 8a.nu)

Giova Sr. sul 7c+ di Orient, ancora a Terradets

Scalato a ruota anche da Matte

mercoledì 23 dicembre 2015

Scoglio delle Metamorfosi.Polimagò

Val di Mello,20 dicembre...giornata spaziale su una delle vie simbolo della valle. Splendida,impegnativa ed indimenticabile.Una di quelle vie che rifaresti cento volte..

giovedì 19 novembre 2015

Monte Nero.Couloir dell'H

Couloir-goulotte molto interessante e divertente situato in uno splendido angolo del Trentino,la val Nambrone. Dal parcheggio dove si lascia l'auto a circa 2000m, si raggiunge con comodo sentiero in circa un'ora il rifugio Segantini e da lì in altre 2 ore e mezza l'attacco del couloir. Un divertente tiro iniziale su ghiaccio,200 metri di canale e 2 tiri finali di misto portano in cima ad uno splendido belvedere sul gruppo dell'Adamello. Si scende intersecando la via normale della Presanella che risale attraverso una ferrata al passo di Monte Nero, per poi ridiscendere sul versante opposto riportando al rifugio Segantini ed effettuando così una salita complessivamente di grande soddisfazione...

lunedì 31 agosto 2015

Envers des Aiguilles, Republique Bananiere (6c max) e Tout va mal (7a max, 6a+ obbl.)

Venerdì scorso con Marco partiamo alla volta dell’Envers des Aiguilles per una meta un po’ particolare: l’obiettivo è l’eterna (800 metri per 26 lunghezze, 6c max) Republique Bananiere, che arriva fino in cima all’elegante e slanciata Aiguille de la Republique. Quello che più mi stimolava della via, di per sé non fra le più “rinomate” né “prestigiose” del Bianco, era la possibilità di vivere due giorni pieni di montagna, in un luogo poco frequentato e con un bivacco in parete (anche se le molte cenge presenti lungo l’itinerario dovrebbero renderlo alquanto confortevole).
Trovare l’attacco di Republique Bananiere non è complesso, essendo situato poco a sinistra e più in basso della classica Grepon-Mer de Glace. Dal ghiacciaio si vede molto bene la prima sosta (cordone rosso) e la linea di fessura/diedro che consente di raggiungerlo.
E così ecco che verso l’una di pomeriggio Marco mi raggiunge proprio alla prima sosta, pronto a ripartire per il secondo tiro. Non abbiamo però fatto i conti con l’inconveniente, che puntualmente si verifica quando un sasso precipitato dall’alto colpisce Marco in pieno braccio…Forte dolore da subito, per fortuna nulla di più grave, ma quanto basta per convenire, dopo una mezzoretta di attesa e di consulto, che non è il caso di imbarcarsi su altri 25 tiri con un braccio su quattro a mezzo servizio.
Ci caliamo quindi dalla prima sosta e rientriamo al rifugio, sperando che un miglioramento del braccio ci consenta di fare qualcosa l’indomani.
Per fortuna sabato le cose non vanno troppo male, così decidiamo di attaccare Tout va Mal (7a max, 6a+ obbl.), che con i suoi 450 metri a detta dei ripetitori molto interessanti conduce fino all’anticima dell’Aiguille du Roc.
Il primo tiro è il solito diedro alpino (per cui esiste un solo grado, ovviamente il 5c) che potrebbe cogliere di sorpresa i meno avvezzi a questo genere di scalata, cui seguono 5 tiri non particolarmente esaltanti su placche e diedrini, mai troppo difficili.
La via cambia marcia da L7, sia per inclinazione sia per bellezza della roccia e dei movimenti. L7 ed L8 percorrono una vena di quarzo spettacolare, cui seguono fessure e diedri sempre molto divertenti. L10 è il tiro tecnicamente più difficile, rettificato da Piola nell’ultimo restyling e si risolve con una dulfer molto estetica seguita da un traverso tecnico su piccole prese rovesce fino ad un magico knob provvidenziale che segna la fine del duro. Si prosegue quindi per diedri e fessure mai difficili, ma neppure banali.
Nel complesso Tout va Mal è una via sicuramente piacevole, in un luogo incantevole e che beneficia di sole praticamente tutto il giorno, ma tuttavia le manca quel pizzico di “sale” che forse le consentirebbe di essere collocata fra le “incounturnables” del gruppo del Bianco.
La chiodatura è ottima, gli spit non mancano e l’ingaggio è contenuto, nonostante le lunghe sezioni interamente da proteggere, per altro sempre abbastanza semplicemente. Per fare un paragone potrei dire che si tratta di una via simile nell’impegno ad una Panorama su Forzo all’Ancesieu.
Ottimo lo schizzo di Petit su Parois des Legendes, così come le tante info su questa via che si trovano in rete.
Unica nota di attenzione per la discesa, che può essere da rapidissima a laboriosa a causa degli incastri delle corde, cosa tutt’altro che improbabile in un paio di recuperi… (noi ne abbiamo incastrate, con relative risalite, due). 

Republique Bananière, L1

Republique Bananière, L1

Tout va Mal, L8


Marco su L9

Ed io a ruota

Il magnifico diedro di L14...ovviamente 5c...:-)

Turkish Climbing Trip

Magnifico tour di una settimana nel massiccio dell’Ala Daglar, a due ore circa di macchina dall’affollata e caotica città costiera di Adana (Turchia Orientale). 
Con Gil, Sacha e Katrin abbiamo piazzato il Campo Base nel carinissimo campeggio di Recep, ingegnere di Istanbul convertito all’attività di chiodatore e valorizzatore delle pareti della zona, e della sua famiglia.
Ci hanno riservato un’ospitalità unica, fatta sicuramente di buon cibo gustato nel gazebo del loro camping, ma soprattutto di tanta cortesia e contatto umano.
Nei giorni di nostra permanenza abbiamo alternato giornate in falesia, vie lunghe sulle pareti “montane” della zone ed un’immancabile visita della Cappadocia, con le sue incredibile particolarità geologiche trasformate in altrettanto bizzarre rarità abitative.
Le falesie più rinomate della zona sono quelle attrezzate lungo le pareti del Kazikly Canyon, una lunga e profonda gola nascosta alla vista fino all’ultimo istante, all’interno della quale Recep ed amici hanno attrezzato numerosi settori con vie di un po’ tutte le difficoltà. Noi abbiamo scalato al settore Dergah, probabilmente uno dei più classici del canyon, su bellissime linee di continuità in strapiombo fra il 6c ed il 7c.
L’altro settore che si sta sviluppando negli ultimi anni è quello del Pinarbazy Canyon, anch’esso a pochi minuti d’auto dal Camping e a pochi minuti di cammino dall’auto. Qui la roccia è diversa, un calcare più liscio e “slavato” rispetto al Kazikly Canyon, che propone lunghezze più delicate e tecniche. Sono presenti anche numerose fessure di tutte le dimensioni, alcune anche lasciate interamente da proteggere.
Entrambi i Canyon consentono di scalare anche nelle giornate estive più calde, grazie all’ombra presente un po’ tutto il giorno a seconda dei settori e ad una piacevole brezza.
Sul fronte delle multipitch, il secondo giorno siamo saliti verso il Paramakkaya, un monolite perfetto di calcare alto più di 300 metri su cui corrono ad oggi, oltre alla classica normale, altre 3 vie. Noi abbiamo salito Orient (7b max, 7a obbl.), aperta quasi dieci anni fa dall’altoatesino Gargitter e soci: Orient è una via assolutamente magnifica, roccia perfetta su tutte le lunghezze, con solo qualche metro friabile su L5. Il tiro più esigente è il primo, un 7a di più di 50 metri continuo e non immediato, con arrampicata tecnica e fisica al tempo stesso (utili 2 o 3 friend medi). I 4 tiri successivi, pur restando impegnativi, non presentano gradazioni eccessivamente severe (neppure il 7b, partite convinti per salirlo in libera!), mentre si cambia registro con l’ultimo tiro, anch’esso 7b ma di un’altra via, la Mezzaluna Nascente a firma Larcher-Oviglia-Paissan nuovamente psicologico ed esigente. L’uscita sulla cima del Paramakkaya è un momento di perfezione arrampicatoria/alpinistica, in piedi sull’esile crestina che costituisce la vetta di questo monolite.
L’ultimo giorno abbiamo salito un’ultima e più facile via, Freedom alla Kayralak Tower (6b+ max, 6a+ obbl.), non difficile ma semplicemente un gioiello per l’arrampicata su queste difficoltà. I primi 5 tiri sono capolavori della natura (il secondo in particolare), gli ultimi due più ordinari ma consentono comunque di uscire sulla sommità della parete.

Il giorno dopo, ahimè, la vacanza è già finita ed è ora di rientrare a casa… Torneremo di sicuro; con tutta la calma e la tranquillità che questi luoghi infondono non si può fare altrimenti!

PS: purtroppo delle tante foto fatte in questa vacanze molte sono andate perdute insieme al mio telefono...caduto in mare pochi giorni dopo il nostro ritorno :-(

Nel Kazikly Canyon, un 7b del settore Dergah

E' perfetto, è maestoso, è bello...è il Paramakkaya!


E Sacha abbraccia l'Ala Daglar dalla sua cima

Ed è il turno anche mio e di Gil

Sembrano tante Aguglie di Goloritzé in miniatura...invece sono le abitazioni tipiche della Kappadokia
Chissà se qualcuno le ha mai scalate?
Parcheggio al Camp prima di salire Freedom
 
La Keyralak tower, dove corre Freedom


Gil su L2 di Freedom


L3 di Freedom

Freedom, L6

Molto poco ecologico, ma molto divertente e comodo :-)