In Bilico è un Sito/Blog creato da grandi appassionati di montagna, che con qualche riga, fantastiche foto e incredibili video raccontano le loro imprese in giro per le Alpi e le pareti più verticali del mondo.

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sabato 4 marzo 2017

Ghiaccio Turco

Dopo aver illustrato in autunno il bel calcare grigio della Turchia, ora non posso che postare le splendide e misteriose cascate di ghiaccio dell' est Anatolia in particolare della zona di Van; grazie al mio caro amico Tunc Findik che oltre a essere una leggenda per questo paese si sforza con ogni mezzo per promuovere la cultura della montagna e dell'Hymalaya girovagando in lungo e in largo per il paese.
Questa nuova avventura ci porta a Van che si trova nel sud est della Turchia a qualche chilometro di distanza dal confine iraniano e a sud con l'Iraq e la Siria. Per via degli attuali conflitti certe zone montuose compreso il famoso Monte Ararat sono state interdette e chiuse al turismo. Ovvio che i vari club di Montagna locali sperano in una riapertura nel più breve tempo possibile, visto che ci sono zone bellissime come per esempio il gruppo montuoso delle Cili Dagi. Quindi incrociamo le dita e speriamo che si torni a scalare e non più a sparare.
Tornando alle cascate di ghiaccio preferirei lasciarvi alle foto scattate dal fotografo professionista Dilaver Kisili, e dal giornalista e fotoreporter Ali Insan Ozturk.
Un grazie enorme a Dogan Palud, Tunc Findik e Cetin Bayram organizzatore del Festival di Ghiaccio di Uzundere che ogni anno mi invita a parteciparvi.

Forse sulla cascata più bella e assurda che io abbia mai scalato. 70 metri di pura follia


Non ci sono parole della sua bellezza, dietro non tocca, è completamente un free-standing con conoide da 50 metri.
La candela finale sono 15 metri molto delicati con protezioni inutili.

Cascatina facile ma bella a due passi da Van

L'anfiteatro di Uzundere

Anatolya Pillar 130 metri 5+








Io e Tunc dopo la salita di Anatolya con due amici che ci sono venuti incontro alla base.

Tunc sul secondo tiro che mi raggiunge in sosta.

Io e Tunc
Sul continuo e duro secondo tiro

Seconda ripetizione di "Pida"

Due belle candele



Tunc con "it is time to go" alle spalle.

La cascata "Pida" vista dal canale. Un bel 5 dritto dritto.

Un po' di misto al sole.

mercoledì 14 dicembre 2016

Calcare Turco

Sono le 6 di mattina quando attraverso il ponte che divide l'Europa dall'Asia, il mondo occidentale dall'Anatolia; tutte le volte il panorama che mi circonda riesce sempre a emozionarmi; saranno le luci delle navi sul Bosforo che si confondono con quelle dei grattacieli, sarà che mi trovo nel cuore di una Megalopoli di quasi 20 milioni di persone, ma ogni mattina che parto presto per andare a scalare e attraverso questo ponte la mente scorre velocemente sulle guerre che affliggono la terra, sugli attentati e sulla solita lotta tra ricchi e poveri.
Quando sei sul ponte vedi due realtà che si fondono in una e ringrazi o maledici il buon dio per la sponda in cui ti ha buttato, poi una volta attraversato ritorni alla tua realtà e cerchi di lottare con i tuoi problemi per quanto futili o importanti essi siano rimangono sempre dei problemi e nel mio caso era il modo di guidare di sti pazzi turchi al volante che alle sei di mattina riescono a sorpassarti e tagliarti la strada da tutte le parti.
Una volta passata Istanbul la strada per Golpazari è perfettamente libera, in un ora e mezza si raggiunge la splendida falesia e il Dodo Camping gestito da Dogan e la sua compagna Esra.
Questa volta siamo in quattro: io, Aikut, Mustafa e Yavuz. Tutta la falesia per noi, circa 300 tiri dal 6a al 8b su una barra di bellissimo calcare grigio alto una quarantina di metri. E' dicembre ma il sole caldo e la mancanza d'aria permette di arrampicare in maglietta e tra i tiri ben spittati riusciamo anche a divertirci su qualche linea trad perchè Dogan dove vede una bella linea possibile con soli friends e nut non la chioda,:" qui non c'è la valle dell'Orco a due passi" e i camalot vanno usati per far pratica.





Io e Aikut







Mustafa e Yavuz

Sul trad




lunedì 12 dicembre 2016

Piccolo Dain-Direttissima Loss/Pilati e Monte Colodri-Via l'incompiuta.

Due superbe linee di stampo alpinistico,continue e di grande soddisfazione nel sempre splendido contesto della Valle del Sarca... Forse è proprio in questo periodo, approfittando delle giornate di sole e della quasi totale assenza di cordate sulle pareti, che si può godere al meglio la salita di queste fantastiche vie.










venerdì 2 dicembre 2016

Punta Giradili, Mediterraneo (7b max, 6b obbl.)


Dopo un tentativo di qualche anno fa finito in temporale dopo il solo primo tiro ritorno sulla parete del Giradili in un novembre con temperature ancora pressoché estive. La scelta cade sulla non difficile e molto omogenea Meditarraneo, opera dell’Oviglia nazionale e prima via moderna dal basso della parete.
Confermo i pareri entusiasti che si trovano abbondantemente in rete: la prima metà della via è semplicemente perfetta, per linea, eleganza dell’arrampicata, qualità della roccia e chiodatura (sicurissima ma al tempo stesso non sovrabbondante). Il primo tiro in particolare, 50 metri di 6b+ su roccia grigia DOC, vale l’intera via.
Dal quinto tiro la linea si sposta logicamente e progressivamente a sinistra, verso il settore di parete più logico per l’uscita, perdendo un po’ dell’eleganza del tracciato ma preservando assolutamente la gradevolezza della scalata.
Dall’uscita risalire sulla cresta del Giradili fino a quando si intravedono sul versante opposto le immense pareti del Monte Ginnirco. Scendere sulla cresta senza percorso obbligato (e neppure troppo evidente a dire il vero) fino a riportarsi sulla strada sterrata a monte dell’ovile Us Piggius (considerare 1 ora dall’uscita delle vie).
Una via al Giradili consente di vivere un’esperienza di wilderness unica, in un luogo selvaggio ed appartato come pochi altri in Europa. Il sentiero di avvicinamento si svolge in un ambiente dalla bellezza mozzafiato, una sorta di vallone dolomitico che si getta nel mare turchese più bello che possiate immaginare.  

Avvicinamento il mattino

Attacco di L1
 
Carole su L6

All'uscita, le maestose pareti del Monte Ginnirco

La parete del Giradili da Pedra Longa

venerdì 4 novembre 2016

Mandrea.Pilastro Gabrielli

Una super grande classica della Valle del Sarca. Sequenza incredibile di diedri perfetti che incidono lo spigolo di un pilastro offrendo un'arrampicata molto atletica e di grande soddisfazione. Rimane sicuramente tra le vie simbolo della valle aperta nel 1978 da G.Stenghel e G.Vaccari.