In Bilico è un Sito/Blog creato da grandi appassionati di montagna, che con qualche riga, fantastiche foto e incredibili video raccontano le loro imprese in giro per le Alpi e le pareti più verticali del mondo.
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In Bilico est un blog crée par des amoureux de montagne et d’escalade qui avec des petits textes, des images surprenants et des vidéos racontent leur sorties dans les Alpes et dans des autres grandes parois du globe.
domenica 14 ottobre 2012
Verona dry...
In attesa dell'arrivo del freddo un po' di dry tooling a pochi passi da Verona
in un posto ancora molto segreto....
giovedì 4 ottobre 2012
Fino all'ultimo spit. Bardonecchia 1985
Le prime gare d'arrampicata vennero organizzate a Bardonecchia, nell'estate del 1985 tutti gli arrampicatori del mondo si incontrarono sotto la parete dei militi. Nel seguente filmato vedrete i momenti di allora con i volti di personaggi famosi che hanno fatto la storia di questo bellissimo sport. Il grado massimo della via in finale raggiungeva il 7b della scala francese, grado che ai giorni d'oggi non si incontra neanche alle qualificazioni di una tappa della coppa del mondo.
Categoria:
Arrampicata
lunedì 1 ottobre 2012
Ancesieu: l'Aria, la Terra, il Cielo
Il meeting internazionale di arrampicata Trad è stata una
buona occasione per accompagnare gli ospiti in questa zona del Parco e percorrere
questa bella via con il forte climber tedesco Manuel.
Poco da aggiungere rispetto agli altri topic di in inbilico.com in cui si parla di Ancesieu…Altra bellissima via, altro mix perfettamente equilibrato di protezione ed ingaggio, tecnica ed atleticità, fessure e muri.
Poco da aggiungere rispetto agli altri topic di in inbilico.com in cui si parla di Ancesieu…Altra bellissima via, altro mix perfettamente equilibrato di protezione ed ingaggio, tecnica ed atleticità, fessure e muri.
Piatto forte della via sono sicuramente i due tiri pressoché
interamente orizzontali della seconda e della terza lunghezza. Se il primo si
risolve con una (intensa) sbandierata di piedi con mani in perfetto incastro
yosemitico, il secondo si lascia passare in libera con minor facilità…e ad un
traversino tecnico segue una sezione da veri incastro-man del granito…un misto
di mani, spalle, testa…e fantasia… Nulla di obbligatorio comunque, la fessura
sul fondo del tetto ospita con generosità tutti i pezzi che vorrete inserire…
I tre tiri successivi sono magistrali, muri di roccia
perfetta con chiodatura allegra ma sicura. Particolare è il sesto tiro, placca
perfetta con fessurino di dita alla fine, in cui la relazione riporta un p.a.
che in top rope valuteremmo 7a (credo già liberato dal forte Michele Amadio).
Un solo rammarico da parte mia…presto dovrò iniziare con i “secondi
giri” sulle vie di questa bellissima parete…
![]() |
| Manuel alla fine di L3, 7b |
martedì 18 settembre 2012
Pinnacoli dell’Aiguille du Moine, Voix du Druide
Percorrendo il sentiero che porta al rifugio dell’Envers des
Aiguilles sono stato molto incuriosito dalla comba della Charpoua, posta
esattamente dal versante opposto della Mer de Glace. L’ambiente è molto selvaggio
e tipico dell’alta quota, con ghiacciai tormentati e cime dall’aspetto non
troppo invitante per uno scalatore. Strano pensare che il Dru che si affaccia
sul versante Charpoua sia lo stesso che da Montenvers appare come un missile
perfetto ed affilato che si staglia contro il cielo…
Solo le Flammes de Pierre sembrano lasciare intravedere
spazi per grandi scalate, verticali, fisiche e decisamente Yosemitiche. Pare
però che sulle torri che compongono la cresta sud dell’Aiuguille du Moine una
forte guida francese abbia tracciato 2 vie molte belle, di cui una, Sale Athee,
è già diventata un must per gli appassionati di vie dure in fessura nel
massiccio del Bianco.
Così, nell’insolita ma ormai neanche troppo formazione
molanternesca (torinese/genovese), decidiamo di andare a provare quella un poco
più facile, posto sul pinnacolo esattamente a fianco alla “sorella maggiore”.
Voix du Druide è stata una bellissima sorpresa. Se al mattino, durante
l’avvicinamento, il pilastro ombroso non lascia presagire nulla di
straordinario, l’arrivo del sole nel pomeriggio cambia radicalmente le cose,
incendiando la parete ed evidenziandone la bellezza.
La via è un piccolo gioiellino, praticamente tutta in
fessura su parete verticale, mai difficile da proteggere ma continua nelle
difficoltà e mai scontata.
Fanno eccezione i due tiri di 6c, il terzo che finisce con
una placca a cristalli dove a mio parere l’obbligatorio si avvicina parecchio
al grado massimo, e il penultimo, con un run-out esigente dall’ultimo spit alla
sosta. Per il resto grande utilizzo di friend, e nut, ma sempre da buone
posizioni di equilibrio, cosa che addolcisce non poco l’impegno psicologico.
Un consiglio sulla logistica…Se non siete mai stati nel
luogo diffidate delle diciture “facilmente fattibile in giornata da
Montenvers”… È abbastanza evidente reperire il canale nevoso che scende fra
Nonne ed Eveque, ma da qui all’attacco vero e proprio non è proprio questione
di 5 minuti… Oltretutto un rientro serale al rifugio della Charpoua consente di
godere appieno della bellezza di questo posto, oltre che della gentilezza e
della bravura in cucina del suo singolare gestore…
| L2 |
| Inizio di L3 |
| La delicata placca alla fine di L3 |
| Facile ma expo inizio di L4 |
Mongioie, Rocca dei Campanili, Ciri
Era davvero da molto tempo che non tornavo al Mongioie, dopo
quella Teresin percorsa diversi anni fa in cui mi resi conto di cosa voleva
dire la chiodatura lunga di Motto su queste pareti. Ricordo bene che tornai a
casa bastonato, non senza aver ceduto il passo sull’ultimo tiro chiedendo al
mio compagno di quella giornata, vecchia volpe ben più navigata di me, di
proseguire dal rinvio da cui proprio io non riuscivo ad andare via.
Il tempo è passato e questa Ciri stavolta mi ha davvero
divertito. In una bellissima giornata di inizio luglio con Giacomo decidiamo di
tornare su questa parete di cui avevo ricordi molto seri. Ciri è un’altra
bellissima via, i cui primi 4 tiri non sfigurebbero neppure sulle pareti
calcaree più belle d’Europa, Wenden compreso. Bellissimi in particolare il
primo ed il secondo tiro, rispettivamente 6c+ e 6c, dove le difficoltà sono
continue e la chiodatura, seppure obbligatoria, mai pericolosa.
Il terzo tiro riserva una piccola sorpresina poco dopo la
partenza, dove pare che il buon Manlio abbia voluto lasciare un pizzico di
ingaggio in più nella parte centrale del tiro, qui fra 2 protezioni la caduta è
davvero sconsigliata. Nulla di esageratamente difficile, ma attenzione alla
corretta scelta della linea…
Dopo il quarto tiro, difficoltà e qualità della scalata
cambiano sostanzialmente e il tutto si riduce ad una scalata ordinaria su bel
calcare fino in cima alla cupola dei Campanili. Per fortuna o purtroppo? Certo
se i tiri impegnativi fossero il dopppio, le cose cambierebbero
sostanzialmente, e l’appellativo di “Wenden piemontese” diventerebbe quanto
meno riduttivo…
| L1 |
| L1 |
| La Rocca dei Campanili |
Scoglio di Mroz, Gogna
Dopo 8 anni torno a ripetere questa via in compagnia di
Lauretta, in una bellissima giornata di fine estate. Avevo dei piacevoli
ricordi di questa scalata classica granitica che sono stati assolutamente riconfermati
anche a distanza di tempo! Credo di non esagerare dicendo che quest’itinerario
è quanto di meglio possa esserci per familiarizzare con la posa delle
protezioni veloci, ad integrazione dei chiodi presenti in via. Anche se spesso
tralasciata a favore di vie e pareti
apparentemente più famose, credo che la Gogna allo Scoglio di Mroz rappresenti
il più bell’itinerario di difficoltà medio-facile dell’intera valle dell’Orco e
Piantonetto; consente di sperimentare un po’tutte le tipiche situazioni granitiche,
dal diedro (L1), alle fessure più o meno larghe (L2 ed L4) fino ai camini (L5).
Dopo S5 è consigliabile percorrere gli ultimi due tiri di Impressioni di
settembre (qualche fix, scalata più moderna su muretti a tacche e liste). La
roccia dello Scoglio poi è bellissima, a grana grossa e già molto più simile a
quella delle pareti di alta montagna rispetto alla pietra di Caporal e
Sergent,.
La chiodatura presente è generosa (diversi chiodi) e le
soste perfettamente attrezzate con gruppi Raumer. Direi che i nut non servono,
ed una serie di friend è più che sufficiente anche per chi intendesse proteggersi
con frequenza. Eventualmente utile, ma del tutto facoltativo, un friend 4 BD
per addolcire il passo più impegnativo della via sul secondo tiro.
Volendo, con attenzione
agli attriti, diversi tiri sono concatenabili.
lunedì 17 settembre 2012
Cèuse
Arriviamo al campeggio intorno alle 14, attorno a noi arrampicatori di varie nazionalità ci salutano e tra un sorso di birra e una fumata si esercitano sulla Slack line; dopo aver montato la tenda cominciamo il lungo sentiero che attraverso uno splendido bosco di aghifogli ci porta ai piedi dell'imponente falesia di roccia calcarea color argento.
La scalata è piacevole la temperatura perfetta, sono le 19.30 parto per un tiro di nome Lapinerie, un 7b molto gettonato perchè di continuità su prese enormi con lancio finale a un mega buco sotto la catena. Mentre sto scalando con il sole alle mie spalle che tramonta, sento le urla di scalatori che volano sul passo chiave di qualche mega tiro. Durante la mia progressione comincio a provare una leggera ghisa agli avambracci e con fatica arrivo al lancio finale del tiro, osservo la mega ronchia subito a sinistra della catena, stringo la tacca e lancio, manco la presa e volo, pianto l'urlo anch'io come i big ma non di frustrazione di pura gioia.
Scendiamo il lungo sentiero con le pile frontali, arriviamo al campeggio, apriamo una birra e brindiamo. Questo è Cèuse.
La scalata è piacevole la temperatura perfetta, sono le 19.30 parto per un tiro di nome Lapinerie, un 7b molto gettonato perchè di continuità su prese enormi con lancio finale a un mega buco sotto la catena. Mentre sto scalando con il sole alle mie spalle che tramonta, sento le urla di scalatori che volano sul passo chiave di qualche mega tiro. Durante la mia progressione comincio a provare una leggera ghisa agli avambracci e con fatica arrivo al lancio finale del tiro, osservo la mega ronchia subito a sinistra della catena, stringo la tacca e lancio, manco la presa e volo, pianto l'urlo anch'io come i big ma non di frustrazione di pura gioia.
Scendiamo il lungo sentiero con le pile frontali, arriviamo al campeggio, apriamo una birra e brindiamo. Questo è Cèuse.
| Avvicinamento |
Categoria:
Falesia
Ubicazione:
Arrondissement di Gap, Francia
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